Avete presente l’attuale fuga di cervelli che tanto avvilisce l’Italia?
In un certo senso dalla fine del Settecento e per gran parte del secolo successivo a Venezia si assiste a una sorta di “fuga” analoga, ma … di talenti artistici.
Dusi fu uno di questi transfughi e gran parte delle sue opere le realizzò fuori Venezia e fuori dall’Italia - in Tirolo, a Monaco e a San Pietroburgo - tanto che, dopo la sua morte, inevitabilmente venne dimenticato dai più e la difficoltà di reperire suoi dipinti e disegni, sparsi in luoghi molto lontani, ha reso finora difficoltosa una valutazione complessiva della sua attività.
A breve distanza dal 150° anniversario della morte, Marostica, dove l’Artista ha trascorso con la famiglia gli ultimi giorni di vita e ove è sepolto, propone la prima mostra monografica sul talentuoso pittore, autore di magnifici ritratti, di tavole d’altare, di opere di genere storico e mitologico, ma anche di litografie, di vignette e dei sipari di alcuni tra i più famosi teatri d’Italia e Russia come La Fenice di Venezia e il Bolshoi di Mosca.
Il percorso espositivo testimonia la produzione artistica del Dusi proponendo cronologicamente una ricca selezione di oltre 200 opere di cui moltissime inedite: 40 dipinti - anche di grandi dimensioni - e oltre 150 tra disegni, acquarelli, litografie e documenti originali recuperati tra chiese, archivi collezioni private e musei. A questo proposito di eccezionale importanza risulta la partecipazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, che ha voluto rendere omaggio a questo artista assicurando il prestito di ben 12 disegni inediti